State of Global Accessibility 2026: Il primo report globale sull’accessibilità urbana

6 APRILE 2026 – Pubblicato lo State of Global Accessibility Report 2026, il primo studio che analizza in modo sistematico il livello di accessibilità urbana nelle principali città del mondo.

Il report, sviluppato da SenzaBarriere Research Initiative, nasce con un obiettivo preciso: rendere finalmente visibile una dimensione fondamentale della vita urbana che, fino ad oggi, è rimasta largamente sottovalutata e poco misurata.

L’accessibilità urbana rappresenta infatti una delle sfide più rilevanti del nostro tempo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1,3 miliardi di persone nel mondo — pari a una persona su sei — vivono con una disabilità significativa. A questo dato si aggiunge un elemento spesso trascurato: nel corso della vita, quasi tutte le persone sperimentano condizioni temporanee o permanenti che limitano la mobilità o l’accesso agli spazi urbani. L’accessibilità, quindi, non è una questione che riguarda pochi, ma una condizione universale.

Nonostante questa evidenza, le città continuano a presentare barriere diffuse. Marciapiedi impraticabili, trasporti pubblici non accessibili, edifici difficili da raggiungere e informazioni incomplete rappresentano ostacoli quotidiani che limitano l’autonomia delle persone e la loro partecipazione alla vita sociale ed economica. Il problema non è soltanto infrastrutturale: riguarda il modo stesso in cui le città vengono progettate e valutate.

È proprio per rispondere a questa mancanza di strumenti di analisi che nasce il Global Accessibility Index (GAI), introdotto per la prima volta in questo report. Il GAI è un sistema di valutazione che consente di misurare e confrontare il livello di accessibilità delle città attraverso cinque dimensioni fondamentali: la mobilità urbana, lo spazio pubblico, l’accesso agli edifici pubblici, il turismo e l’ospitalità e, sempre più centrale, l’accessibilità digitale. A ciascuna città viene assegnato un punteggio da 0 a 100, offrendo così una base comparabile per analizzare contesti urbani molto diversi tra loro.

La prima applicazione del Global Accessibility Index ha portato alla costruzione del Global Accessibility Ranking 2026, una classifica che rappresenta una fotografia iniziale dello stato dell’accessibilità urbana a livello globale. Le città che occupano le prime posizioni, come Copenhagen, Vienna e Singapore, mostrano come l’accessibilità possa diventare un elemento strutturale della pianificazione urbana quando viene integrata in modo sistematico nelle politiche pubbliche, nei sistemi di trasporto e nella progettazione degli spazi urbani.

Allo stesso tempo, il confronto internazionale evidenzia un divario significativo tra città e regioni del mondo. In molti contesti urbani, l’accessibilità rimane ancora frammentaria e disomogenea, spesso limitata a singoli interventi piuttosto che a strategie integrate. Anche nelle città più avanzate, inoltre, l’accessibilità non è uniforme: esistono differenze rilevanti tra quartieri, infrastrutture e servizi. Questo “accessibility gap” dimostra come l’accessibilità urbana non sia una condizione statica, ma una realtà complessa che richiede interventi coordinati e di lungo periodo.

Le implicazioni di queste barriere vanno ben oltre la mobilità. Quando gli ambienti urbani non sono accessibili, l’accesso al lavoro diventa più difficile, le opportunità educative si riducono, i servizi sanitari risultano meno raggiungibili e la partecipazione sociale diminuisce. Al contrario, città più accessibili favoriscono una maggiore inclusione, rafforzano la partecipazione economica e migliorano la qualità della vita complessiva.

In questo contesto, lo State of Global Accessibility Report non si limita a presentare una classifica, ma propone un cambiamento di prospettiva. L’accessibilità non viene più considerata un requisito tecnico marginale, ma un indicatore centrale della qualità urbana. Misurare l’accessibilità significa renderla visibile, e ciò che diventa visibile può essere finalmente migliorato.

Nel lungo periodo, il Global Accessibility Index mira a diventare uno standard internazionale per il monitoraggio dell’accessibilità urbana, contribuendo alla costruzione di città più inclusive, resilienti e sostenibili. In un mondo sempre più urbanizzato, progettare ambienti accessibili non è solo una questione di equità, ma una condizione essenziale per lo sviluppo delle città.

Le città accessibili, in definitiva, non sono semplicemente città migliori per alcune persone. Sono città migliori per tutti.

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